NICO ANGIULI
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12/16/2014 0 Comments

   

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12/11/2014 0 Comments

   

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Sono stato all'assemblea organizzativa della CGIL Cerignola per la manifestazione nazionale del 12 dicembre.
Ho in particolare seguito l' intervento di Gianni Marinaro, segretario CGIL Cerignola, e cogliere anche in questa circostanza la distanza incredibile che divide i vecchi braccianti e i nuovi lavoratori migranti, questi ultimi anche in questa sede additati di essere la causa o una delle che motivano la crisi del lavoro bracciantile cerignolano. 
Mi sono soffermato con Valentino segretario SPI- CGIL Cerignola che mi ha mostrato con piacere alcune foto tra cui il giuramento di Di Vittorio sull' aratro, un rito mi spiegava che tutti i braccianti che si iscrivevano alla Lega dei contadini dovevano compiere.
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12/9/2014 0 Comments

    

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12/3/2014 0 Comments

   

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MI LAVO
NEL SEBAC
AL TRAMONTO
C'È POCA GENTE CHE PUO' VEDERMI
PREPARO UN SECCHIO DI ACQUA CALDA
È SUFFICIENTE
HO CON ME ASCIUGAMANO E ROBE PULITE
LE LASCIO NELL'INCASTRO DELLA PORTA ED ENTRO
CI METTO NEMMENO 10 MINUTI
MI AIUTA A RIGENERARMI 
I SUONI SOMIGLIANO A QUELLI DI UNO SCARICO
MI CAMUFFO NELL'ACQUA 


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11/27/2014 0 Comments

   

Il primo arresto il giovane sindacalista lo subisce, a Cerignola, il 29 settembre 1912, nel corso di un importante sciopero dei lavoratori agricoli, proclamato per protesta contro l'assunzione di lavoratori "forestieri" da parte dell'azienda Larochefoucauld. Questa, come altre, tra le più grosse aziende di Cerignola e di altri comuni, usava l'arma dell'organizzazione del crumiraggio, ingaggiando, lavoratori con salari più bassi rispetto a quelli conquistati dai braccianti di Cerignola. Il problema veniva spesso dibattuto nelle leghe per impedire lo scontro fra lavoratori, questione che stava particolarmente a cuore di Di Vittorio e agli altri dirigenti sindacali. Per quanto si facesse per evitarli, gli scontri tra lavoratori, purtroppo, si verificavano, e questo fatto indeboliva, nel suo insieme, la forza d'urto del movimento. Quel giorno a Cerignola lo sciopero si sviluppava compatto, quando scortati dalla polizia, arrivarono lavoratori "forestieri" ingaggiati dalla casa Larochefoucauld. Lo scontro con la polizia fu inevitabile. Bisognava smetterla con la pratica del "crumiraggio" organizzato dai padroni, i quali sfruttavano lo stato di miseria e disoccupazione dei lavoratori dei comuni vicini. 
Ci furono ventisette arrestati, fra i quali Di Vittorio. Gli arresti inasprirono la lotta, e questa continuò fino a quando non ci fu la liberazione degli arrestati e un impegno di massima, che fu, in seguito, sempre violato dai padroni, di non assumere manodopera "forestiera", se non nei periodi dei grandi lavori e d'intesa con l'organizzazione sindacale.[...]

da Giuseppe di Vittorio di M. Pistillo, Ed. Lacaita 1987 Manduria


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11/27/2014 0 Comments

    

Ricordo il rapporto che egli tenne all'inizio degli ani '50, al congresso della federazione sindacale mondiale che si teneva a Vienna. Di Vittorio era relatore sulla situazione dei lavoratori dei paesi coloniali e sottosviluppati. Il rapporto era scritto, naturalmente in francese, a un certo punto dI Vittorio si stancò, raccolse i fogli e cominciò a parlare ancora in francese, in spagnolo e persino in italiano. Quegli africani, quei latino-americani, quegli asiatici capivano lo stesso ogni cosa. Afferravano qualche parola, ma intuivano pienamente il significato del ragionamento. La spinta liberatrice insita nel suo stesso agire li avvinse al punto che dopo infinite interruzioni e applausi, alla fine del discorso i delegati del terzo mondo improvvisarono una sorta di straordinaria manifestazione: saltarono sui tavoli, fecero a pezzetti le carte che erano state distribuite gettando in aria miriadi di coriandoli, fecero tremare le volte della sala con decine di tonanti urrah!
Anche in questo caso Di Vittorio era arrivato diritto alla loro coscienza di uomini, aveva espresso l'esigenza primordiale di libertà e di emancipazione, aveva aperto una speranza di riscatto a uomini costretti da secoli alla servitù e allo sfruttamento dei potenti.
Dalle sue parole traspariva sempre. prima di ogni altra cosa, il sentire umano, il rispetto per gli uomini e, insieme, la protesta e la volontà di riscossa dei deboli, degli oppressi.[...] *
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Voglio ricordare un' esperienza personale che feci al congresso della Fsm nel 1953. 
Di Vittorio era relatore su "Problemi e obbiettivi dei movimenti sindacali del terzo mondo" e la sua relazione aveva incontrato un dissenso che sembrava insuperabile in tutti i sindacati dei paesi dell' est e anche nei sindacati di tradizione comunista di molti paesi dell'occidente. La bestemmia era quella di parlare di un movimento sindacale capace di mettersi alla testa di una grande azione di riforma agraria e di industrializzazione, di un sindacato protagonista: una bestemmia perché, dovunque, in tutti i continenti, alla testa non ci può che essere che il partito; il sindacato viene dopo. 
Malgrado una sofferta discussione, intrisa di penosi dogmatismi, protattrasi per tutta la notte, lui fece la sua relazione; e la fece a modo suo, tralasciando completamente gli appunti, gli scritti, il lavoro di tanti giorni e proponendo a quel congresso, ma sopratutto ai tanti lavoratori del terzo mondo, dell' Africa, dell' Asia, dell' America latina, il suo sindacato come forza d'avanguardia, come sindacato della riforma agraria, come sindacato dell'industrializzazione, come sindacato del governo dell' economia nella democrazia. 
Lo fece a modo suo, chiamando i delegati del congresso a rispondere al suo appello e dicendo: "Vedo davanti a me tante facce, vedo dei neri, vedo di quelli che sono proprio neri neri, vedo dei bianchi, dei gialli, dei mezzi neri come me, ma tutti insieme, con voi, siamo il sindacato del domani". 
E il congresso impazzì, nell' imbarazzo o nella stizza dei burocratici del sindacalismo internazionale, di fronte a questo spettacolo di liberaizone umana, a un linguaggio così semplice, ma con il quale Di Vittorio si metteva in mezzo agli altri. **

* Luciano Lama, da Giuseppe di Vittorio di M. Pistillo, Ed. Lacaita 1987 Manduria
** Bruno Trentin, da Giuseppe Di Vittorio- l'uomo, la storia, il pensiero di C. Marotti, Ed. Sud Est 
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11/23/2014 0 Comments

       





Grazie al dialogo con i braccianti che affollano le panchine di Cerignola, sto ricostruendo le principali figure agricole sia di primo Novecento che contemporanee, per poi metterle in relazione al progetto filmico.
Quella a destra è la piramide agricola nel 1900 a Foggia esistita sino a che la masseria -fattoria ha avuto un ruolo centrale nella quotidianità del lavoro, fino cioè ai primi anni '60 quando - con la fine del latifondismo, la redistribuzione delle terre e la nascita dei piccoli proprietari terrieri - tali strutture sono andate in disuso.
Quello sotto è l' elenco più ampio e particolareggiato 
che ho estratto dal 8° Censimento Generale della popolazione redatto dagli uffici del Regno D'Italia. 


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ELENCO DELLE FIGURE AGRICOLE SPECIFICHE DELLA PROVINCIA DI FOGGIA (1936)

Agente di campagna - addetto ad azienda agricola, ha le stesse attribuzioni dell' agente agrario, a volte è tuttavia un semplice esecutore d'ordini del conduttore dell'azienda e non di rado prende parte ai lavori manuali.

Annaloro - nome generico del lavoratore impegnato dall'impresa con contratto annuo. Le sue attribuzioni possono essere di varia natura e in dipendenza di queste può assumere una sotto-denominazione specifica: cavallaro se addetto al bestiame equino, caporale se capo squadra di lavoratori non qualificati, etc.

Avventizio - addetto ai lavori in genere delle aziende agricole, o zootecniche o forestali, è retribuito per lo più in denaro, o anche in denaro e con vitto (o con generi occorrenti per la preparazione del vitto). Campo di attività dell'avventizio è l'agricoltura, per quanto esso trovi occupazione anche in altri campi; avviene tuttavia che altre categorie professionali si riversino per un tempo più o meno breve fra gli avventizi quando è facile il collocamento nell'agricoltura.

Bifolco - addetto alla custodia, alla cura ed al governo del bestiame bovino di cui fa uso nei vari lavori dell'azienda (aratura, semine, trasporti, falciatura meccanica, etc.).

Bovaro - addetto alla custodia, alla cura ed al governo del bestiame di cui fa uso nei lavori dell'azienda nei quali si impiegano detti animali (aratura, semine, falciatura meccanica, trasporti, ecc.). A volte si designa con tale voce anche colui che presta la propria opera presso aziende di terzi, lavorandovi con bovini di sua proprietà.

Bracciante fisso - viene assunto dall' azienda con garanzia di lavoro per tutto l'anno o per un numero di giornate superiore a 200.
Buttero - provvede a tutte le cure che il bestiame stesso richiede (sorveglianza, spostamenti, raduni, cure sanitarie, etc.). 

Carrettiere - addetto ai trasporti (eseguiti con carri trainati da equini, oppure da bovini) di quanto può avere attinenza all'azienda. Cura, custodisce e governa gli animali di cui fa uso; di solito è anche consegnatario dei veicoli e delle bardature degli animali.

Capo coltivatore - capo della squadra dei lavoratori addetti ai lavori in genere dell'azienda, più particolarmente a quelli relativi alle viti ed agli ulivi. Sorveglia il personale dipendente e ne regola e disciplina il lavoro.

Capo d'opera - capo della squadra dei lavoratori addetti ai lavori in genere dell' azienda. Sorveglia il personale dipendente e ne regola e disciplina il lavoro.

Caporale - capo di una squadra di operai, che sorveglia e dei quali regola e disciplina il lavoro.

Carbonaio - addetto ad azienda forestale, attende al taglio ed all'allestimento dei prodotti legnosi provenienti da tagli di ripulitura, all'allestimento dei prodotti residuati da tagli di legname da opera e di legna da fuoco; attende inoltre alla preparazione dell'aia carbonile, alla formazione della carbonaia, alla cottura ed all'insaccamento del carbone.

Casaro - addetto alla preparazione dei prodotti caseari. Quando dirige la caseificazione, ne assume la piena responsabilità: se alla lavorazione del latte è unito l'allevamento dei suini, dirige anche questo.

Cavallante - addetto alla custodia, alla cura ed al governo degli equini. Attende ai lavori nella cui esecuzione concorre l'opera degli animali che ha in consegna.

Colono - affittuario coltivatore - addetto ad azienda agricola, è legato all' azienda da contratto di colonia parziaria, della durata di uno o più anni. Comproprietario, o non, delle scorte morte e vive, divide col concedente le spese inerenti alla gestione del fondo, di cui divide i prodotti. La ripartizione delle spese e dei prodotti viene fatta in proporzioni diverse ed allora, a seconda di esse, la colonia parziaria assume le denominazioni-di mezzadria, terzeria e quarteria (divisione a metà, a un terzo, a un quarto). La voce (( colono») ha assunto un significato che sorpassa quello che, a rigore, dovrebbe avere; infatti in molte provincie si designa (impropriamente) con la parola ({ colono» il piccolo proprietario coltivatore ed il piccolo affittuario.

Curatolo - nelle province delle Puglie e della Lucania ha funzioni di vigilanza di aziende agricole, per lo più non molto vaste.

Fattore - addetto ad azienda agricola, rappresenta il conduttore sia nei riguardi del personale dipendente, sia nei confronti di terzi aventi rapporti con l'azienda stessa. A volte prevalgono in lui le mansioni di carattere tecnico ed amministrativo; ha la responsabilità dell' andamento dell'azienda ed ha anche piena facoltà di iniziativa (impiegato) ; gli è commesso il compito della compra-vendita del bestiame, della vendita dei prodotti dell'azienda e dell'acquisto di quanto può occorrere all' azienda stessa per il suo buon andamento. A volte è, invece, un semplice esecutore degli ordini del conduttore dirigente dell'azienda e non di rado prende parte ai lavori manuali che si svolgono nell'azienda stessa.

Garzone lavoratore a contratto annuo - addetto ai lavori in genere dell'azienda, convive normalmente con la famiglia del conduttore. -Generalmente è impegnato con l'azienda per tutto l'anno agricolo; a volte però :viene assunto per periodi stagionali di più o meno lunga durata.

Giumentaro - Lavoratore a contratto annuo o lavoratore a giornata: Bolzano, Foggia. Addetto alla custodia, alla cura ed al governo degli equini da allevamento.

Gualano - addetto alla custodia, alla cura ed al governo degli animali (equini o bovini) di cui fa uso nei lavori di trasporto, ma più specialmente in quelli di aratura"
Mesarolo - addetto ai lavori in genere dell'azienda, dalla quale viene assunto nei periodi nei quali maggiormente si addensano i lavori (di solito nei periodi di semina odi raccolta dei cereali).

Mulattiere - addetto alla custodia, alla cura, al governo ed all' uso del bestiame equino da lavoro.

Obbligato annuale - addetto ai lavori in genere delI'a:.denda, cui è legato da contratto in virtù del quale gli è garantita l'occupazione per tutto l'anno. Giornate lavorative in salario o natura.

Uomo di fatica - lavoratore a contratto annuo.

Versuriere - affittuario coltivatore, la voce di versuriere trae origine da « versuta unità di misura locale di superficie che supera di poco l'ettaro.

Vigilatore - addetto ad azienda agricola, vigila gli affittuari ed i coloni affinché eseguiscano i lavori colturali secondo gli obblighi contrattuali.

Zappatore - In provincia di Foggia attende ai lavori di zappa.
da VIII CENSIMENTO GENERALE DELLA POPOLAZIONE 21 APRILE 1936
XIV CARATTERI ECONOMICO-AGRARI DEI COMPARTIMENTI - FIGURE - POSIZIONI E VOCI PROFESSIONALI AGRICOLE. 
Ed. ISTITUTO CENTRALE DI STATISTICA DEL REGNO D'ITALIA 
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11/13/2014 2 Comments

    

Da quando la ricerca si è fatta più densa alterno ore di letture a lunghe passeggiate.
Camminando nei libri di queste strade tutto rimbomba in un unico tempo presente passato avvenire;
      le voci di questa gente si posano come una nube grave a mezz'aria nella piazza del teatro.
      Indecifrabili argomenti accartocciati con poche parole che sfuggono all'incomprensibile come carta per affettati che sostiene solo un profumo ma ne cela il contenuto. Bocche che parlano sapendo di non dire nulla.
La città nasconde abilmente i propri morti, nella toponomastica e nell'insegna di partito. Ma sono tombe soavi e più si cerca e più i morti si allontanano. 

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11/12/2014 0 Comments

    








Era un giorno d'autunno e in piazza c'ero solo io. 
Tenevo stretto il bastone tra le mani. 
Il vento veniva da ogni parte. 
Mi ha sollevato in cielo assieme alla panchina.

da Cartoline dai morti, Franco Arminio, 
ed. Gransasso nottetempo 2010
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                                                                                R. Magritte, Il balcone di Manet, olio su tela 1956
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11/11/2014 0 Comments

    

Lungo la via che da forma a Tre Titoli ci sono forse una ventina di grandi caseggiati, quelli volute dalla riforma agraria negli anni '40.
Al tempo queste costruzioni vennero abitate dai braccianti cerignolani ( che così potevano risolvere l'annoso problema del ritorno a casa una sola volta ogni quindici giorni) mentre oggi ci vivono i circa 400 migranti della borgata. 
Sono arrivato al presidio mobile di Emergency quando era già buio, ma come logico non c'erano motivi per avere paura, ne particolari imboscate da evitare, solo qualche buca se proprio; certo il Boulevard di Tre Titoli non somiglia a quelli più blasonati di Montmartre o Sunset, ed il solo elemento luminoso dopo il tramonto è proprio il furgone di Emergency.
Emergency da qualche anno gestisce un ospedale mobile che fa tappa a Tre Titoli il martedì e il venerdì. Ho passato con loro qualche ora e tornerò ogni martedì e venerdì a conoscere meglio chi va a curarsi da loro. I ragazzi che gestiscono sono preparati, sensibili al tema della presenza migrante e aperti alla discussione. Grazie a loro posso seguire da vicino la vita dei lavoratori locali.
Tra le 17 e le 20 di sera ho conosciuto Moahmed (tunisino), Alì del (Burkina Faso) e Daniel del (Ghana).

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                  Il furgone Articolo 32 di Emergency alle 6 di sera a Tre Titoli
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    Tre Titoli

    Un progetto filmico performativo nelle terre di Giuseppe Di Vittorio attraversando l'evoluzione e la trasformazione della classe bracciantile lungo il Novecento:
    dai cafoni ai lavoratori africani, cercando le ragioni che producono oggi nuove vittime e nuovi carnefici. 
    Un progetto possibile grazie al Premio "Arte, Patrimonio, Diritti Umani 2014" di Connecting Cultures.

    Leggi qui il comunicato stampa

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